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Zerfaliu.

Il nome deriverebbe, secondo il Bonu, dal greco-bizantino Zoros (forte) e feos (pianta palustre). Per il canonico spanu deriva, invece, da sciaraph (luogo bruciato). Altre ipotesi proposte dagli studiosi, tra le quali una particolarmente interessante, lo fa derivare dal greco charfaillon chaurefullon (cerfoglio). Il zerfaliese Giovanni Battista Erdas nel suo libro Sardinnia, scrive che “Zerfaliu o Zerfaliu, segundu una etimologia greca, de origini semitica, bolit narri logu de vasellamini fini, kunfermau de is fatus”.

Zerfaliu, nella provincia di Oristano, presenta un territorio prevalentemente pianeggiante che si estende per 15,5 kmq., tra gregori e bennaxi, nella regione storica del Campidano Maggiore e confina con Solarussa, Paulilatino, Villanova Truschedu, Ollastra e Simaxis. Il Tirso segna i confini naturali con Ollastra e Villanova.

La sua posizione geografica consente di ipotizzare il coinvolgimento delle comunità locali nelle innumerevoli vicende che hanno caratterizzato la storia antica e moderna dell’isola. La presenza di maestosi nuraghi permette di attestare la presenza di numerosi nuclei organizzati già nella preistoria sarda. Sotto la dominazione romana fece parte del territorio che alimentava il “granaio di Roma”. Risalendo il Tirso di poteva arrivare agevolmente a Forum Trapani, dove erano dislocate le guarnigioni imperiali. Testimonianza pisano-genovese è l’arco a sesto acuto con sovrapposto campanile a vela dell’XI secolo, parte di un antico edificio sacro, Il campanile è addossato alla chiesa parrocchiale del XV secolo che in origine aveva una pianta a croce latina ad unica navata ed abside rettangolare. La chiesa di San Giovanni è del XIII secolo, interamente costruita in pietrame basaltico e arenaria, posta lungo la vecchia strada per Simaxis con l’annesso cimitero del villaggio, racchiuso dalla cinta muraria. Presenta evidenti tracce di successivo ampliamento, specie nel prospetto frontale, ed è caratterizzata da imponenti contrafforti laterali.

Nel paese non esistono attività industriali ma solo alcune piccole imprese artigiane di falegnameria, edilizia e commercio. Le attività economicamente rilevanti rimangono ancora oggi l’allevamento di ovini e l’agricoltura, con l’olivicoltura, la produzione di cereali e soprattutto di agrumi. La viticoltura assicurava un’ottima e rinomata vernaccia, ma i vigneti sono stati quasi tutti estirpati per far posto agli agrumeti.

Tra i monumenti sono da segnalare la chiesa di San Giovanni, il campanile a vela e la chiesa parrocchiale. Particolarmente importanti sono poi i nuraghi disseminati nel territorio, tra i quali il più maestoso è certamente il Nuragh’e Mesu. Si tratta di un nuraghe complesso, semi diroccato, posto al centro (mesu) di un’ampia vallata a ridosso dell’altipiano dell’Alto Oristanese. Una tomba di giganti è stata individuata di recente in località Bau Craba. Monumento di scarso valore artistico, ma di grande importanza per i zerfaliesi, è quello dedicato ai caduti di tutte le guerre, realizzato negli anni Settanta e posto lungo la strada principale .

 

*ulterioni informazioni si possono trovare su " Memorias Zerfaliu Storie in.... Comune dal 1997 al 2008" di Antonello Piras, Monumenti Megalitici nel territorio di Zerfaliu, Dizionario Storico Geografico della Sardegna edizioni Delfino