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Il Paese Festeggia la Trasfigurazione di Gesù il 6 di Agosto. Appositi comitati spontanei organizzano i festeggiamenti civili e religiosi. Attualmente il comititato si costituisce tra coloro che, nati o residenti in paese, compiono il 50° anno di età. Nel recente passato si festeggiava Sant' Antonio adate,  nella gionata del 17 gennaio, con un grande falò che veniva allestito nella piazza antistante il vecchi campanile. La tradizione è stata ripresa di recente.

Gruppi spontanei si costiuiscono per il taglio della legna necessaria all'allestimento del falò, che ora si accende nell'immediata periferia dell'abitato.I preparativi per i festeggiamenti in ornore del santo (rituali che si ripetono identici anche nella ricorrenza di San Francesco) iniziavano alcuni giorni prima. La gioventù, in particolare, usciva alla ricerca di un pò di di vino: lo offrivano i proprietari e si portava in campagnaper scaldare gli animi nei giorni in cui si tagliava la legna per il falò. Si andava a "Ungroni" dove c'era legna in abbondanza, con tutti i carri e i buoi disponibili in paese. Nel percorso di rientro in paese di faceva "su strumbu" una gara a chi offriva più vino per conquistare il diritto di manovrare il bastone di legno (su strumbu) con il quale si sollecitavano i buoi ad accellerare il passo verso l'abitato alla  testa della carovana. La legna si scaricava nel piazzale della chiesapoi si provedeva all'allestimento del falò,  alla vigilia della festa si accendeva "su Fogallòi" ed attorno al fuoco si mangiava e si beveva. La festa andava avanti tutta la notte con balli accompagnati da fisarmonicista. Tutti davano il contributo ad esclusione dei bambini e degli sposi. Chi Ballava offriva il grano necessario per il compenso spettante al suonatore. Questi assumeva l'impegno di allietare le feste per un anno intero. In occasione delle feste si facevano le obbligazioni in favore del santo.

Tradizionalmente si onora San Martino. Un gruppo di Zerfaliesi, che in genere resta anonimo, provvede ad "adornare" le case di quanti sono noti per la particolare dedizione al bicchiere di vino. Sull'uscio di casa vengono poste canne, in quantità più o meno consistente in relazione all'assiduità dimostrata durante l'anno nel frequentare la botte.

Una Tipica usanza si rinnova, pur senza l'assiduità del passato, per le ragazze che in seguito al matrimonio lasciano Zerfaliu per raggiugere la residenza dello sposo. Al termine della funzione religiosa il corteo di automobili (in passato erano carri  trainati da cavalli) porta gli sposi fuori del paese. Alla periferia dell'abitato viene imposta una sosta con una corda distesa a chiudere la strada. Agli sposi per primi vengono rinnovati gli auguri e si offre un dolce e la vernaccina. In cambio gli organizzatori chiedono un'offerta in danaro. Salutata la sposa e lo sposo (è lui ovviamente che mette mano al borsellino), la corda viene abbassata e gli sposi passano,  non altrettanto possono fare i parenti degli sposi, ai quali vengono rinnovati gli auguri e viene offerto un dolce con l'immancabile vernaccia. L'intero corteo nuziale passa sotto Ie grinfie di questi "esattori" che al termine, tirando Ie somme, registrano sempre un considerevole saldo attivo. .L'incasso finiva, in passato, direttamente nelle tasche di coloro che proponevano il cerimoniale, si trattava quasi sempre delle donne che abitavano nella periferia del paese
che in questo modo realizzavano entrate utilissime per 1'economia familiare.
Ora i giovani perpetuano la tradizione con spirito goliardico, ricavando quanto basta per una pizza in comitiva. Grandi feste si fanno in famiglia in occasione dei battesimi, delle prime comunioni e delle cresime.

 

*ulterioni informazioni si possono trovare su " Memorias Zerfaliu Storie in.... Comune dal 1997 al 2008" di Antonello Piras, Monumenti Megalitici nel territorio di Zerfaliu, Dizionario Storico Geografico della Sardegna edizioni Delfino